Antonio Barone: «Il nostro campo non vuole essere perfetto. Vuole essere vero, naturale, integrato in una delle vallate più belle del mondo»
Antonio Barone, direttore del Golf Club Courmayeur dal 2009, lavora in struttura da oltre vent’anni. Nelle sue parole si coglie una visione chiara: fare del golf non solo uno sport d’élite, ma uno spazio accessibile, sostenibile e aperto a tutti. Immerso nella splendida Val Ferret, ai piedi del Monte Bianco, il Golf Club Courmayeur è uno dei più affascinanti d’Europa.
La lunga storia del Golf Club Courmayeur
Inaugurato nel 1935 su progetto dell’inglese Peter Gannon, rivisitato poi da Henry Cotton, il percorso a 9 buche è una rarità: completamente pianeggiante, nonostante l’altitudine di 1.600 metri, e circondato da un paesaggio alpino mozzafiato. «È un campo tecnico e al tempo stesso godibile. E soprattutto, è un campo che rispetta profondamente l’ambiente in cui si trova».
La sostenibilità
Il rispetto per la natura non è un valore solo dichiarato. Da oltre quindici anni, il Golf Club Courmayeur ha scelto di rinunciare totalmente all’uso di prodotti chimici. «Nessun fitosanitario, nessun fungicida: solo concimi biologici e manutenzione manuale. Abbiamo scelto la via più difficile, ma anche quella più coerente con il luogo in cui viviamo». Il campo si presenta così, in primavera, costellato di fioriture spontanee, con erba non sempre perfettamente uniforme ma perfettamente inserita nel contesto naturale. Anche l’irrigazione segue logiche di sobrietà e buon senso: si annaffia solo quando c’è disponibilità idrica, lasciando che il prato si adatti ai cicli stagionali. «Se l’estate è secca, è giusto che anche il campo ingiallisca, come fanno i pascoli intorno». Ma sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale, a Courmayeur, camminano insieme.
Sport per Tutti
Dal 2014 il club collabora con l’associazione valdostana Sport per Tutti, che ogni settimana porta sul campo ragazzi con disabilità intellettiva. «È il progetto che mi rende più orgoglioso. Il golf è uno sport fatto di regole, di calma, di precisione. E aiuta questi ragazzi a trovare un equilibrio, a migliorarsi, a socializzare». Nel 2018 il circolo ha ospitato una tappa nazionale degli Special Olympics, e il prossimo 14 giugno tornerà a essere teatro della finale nazionale. «Alcuni dei nostri ragazzi sono andati ai Mondiali. Ma il vero traguardo è vederli sereni, a loro agio, protagonisti».
L’attenzione rivolta ai bambini del territorio
Anche i bambini hanno un posto speciale sul green: durante l’estate vengono organizzati centri estivi e corsi per avvicinarli al gioco. «È importante che i più piccoli imparino a conoscere la natura, il territorio e il valore del rispetto delle regole e degli altri». A Courmayeur, insomma, il golf è molto più di uno sport. È un modo di vivere la montagna con leggerezza e consapevolezza. Senza scorciatoie, senza artifici. «Perché il vero lusso, oggi, è l’autenticità».
Arianna Pinton