È una pasticceria che parla il linguaggio dei giovani, ma con la sostanza dei grandi e a guidarla è Jean-Pierre Romano
A Courmayeur c’è un laboratorio giovane che profuma di burro buono, marmellate fatte in casa e sogni ad alta quota.
Si chiama ARTST, e a guidarlo è Jean-Pierre Romano, classe 1997, pasticcere con l’anima “rock and roll” e le mani salde su una visione chiara: restituire autenticità ai dolci.
«Il mio sogno? Far ritrovare alle persone i gusti veri. Quelli semplici, ma reali. Quelli che fanno dire: ‘Wow, è così che dovrebbe sapere una brioche’». ARTST ha aperto da meno di due anni, ma si è già fatta notare per uno stile personale e fuori dagli schemi.
Non c’è sito internet, ma ci sono pagine social attivissime e soprattutto un’energia contagiosa che si respira appena si entra. Jean-Pierre lavora con un piccolo team di coetanei, tutti tra i venti e i trent’anni.
«Siamo giovani, sì. Ma questo non significa che non siamo professionali. Lavoriamo con metodo, con rispetto e con un’educazione che per noi è fondamentale. Un sorriso non costa niente, ma cambia tutto».
Il laboratorio sforna ogni giorno croissant, sfoglie, dolci da colazione, mono porzioni e prodotti da forno. Gli impasti? Una miscela 70 percento alla francese e 30 percento italiana.
«Cerchiamo l’equilibrio tra morbidezza, gusto e fragranza. E soprattutto usiamo ingredienti veri: marmellate di nostra produzione, frutta fresca, farine selezionate. Quest’estate coltiveremo direttamente fragole, mirtilli e lamponi nei terrazzamenti presi in gestione qui vicino: vogliamo portare avanti un’idea di pasticceria sostenibile, sana e accessibile».
Il Pan Suisse al lampone fresco è il cavallo di battaglia della casa: uno sfogliato “al contrario” — croccante fuori e soffice all’interno — con gocce di fondente al 72 percento e lamponi canditi. Un prodotto che quest’estate porteranno anche in concorso per i Top 100 Sfogliati Italiani, in collaborazione con Alma.
Ma a colpire, oltre alla tecnica, è lo spirito. «Non vendiamo solo dolci: proviamo a raccontare un altro modo di vivere la montagna. Meno vetrina, più autenticità». Jean-Pierre è cresciuto qui, ma ha studiato e lavorato tra Italia ed Europa, frequentando corsi, apprendistati, laboratori. E poi ha scelto di tornare.
«Courmayeur ce l’ho nel cuore. Ma negli ultimi anni molti giovani se ne sono andati. Noi vogliamo provare a invertire la rotta, a dimostrare che si può restare e fare qualcosa di bello. Stiamo creando reti con le scuole di sci, con guide alpine, con chi condivide il nostro entusiasmo.
Pietro, per esempio, è guida e pasticcere: accompagna gruppi in montagna e poi li porta qui, per una merenda insieme. È un modo per far scoprire Courmayeur anche fuori stagione, nei momenti più veri».
ARTST si trova in Strada Regionale 28 e lavora tutti i giorni per costruire un’idea diversa di ristorazione: giovane, rispettosa, appassionata. «Siamo qui anche per questo: per raccontare che il territorio è vivo, che la montagna è fatta di persone, di percorsi, di energia. E che un dolce, se fatto con cura, può diventare un modo per far star bene chi lo assaggia. Anche solo per qualche istante».
Arianna Pinton