Dal ritiro ai piedi del Monte Bianco alle sfide del campionato italiano, il coach dell’Igor Gorgonzola Novara racconta ambizioni, strategie e l’importanza di giocare nel contesto unico di Courmayeur

Non ha bisogno di presentazioni Lorenzo Bernardi, icona della pallavolo mondiale e oggi coach dell’Igor Gorgonzola Novara femminile. Dopo una carriera da giocatore costellata di successi — due Mondiali, due Europei, un argento olimpico e il titolo di “miglior giocatore del XX secolo” — ha saputo imporsi anche in panchina. Dal 2023 guida la squadra piemontese, con cui ha già conquistato tre trofei in due anni. E proprio con Novara sarà protagonista, anche nel 2025, della seconda edizione della Courmayeur Cup.
«Più che parlare di obiettivi, dobbiamo pensare a questa manifestazione come a una grande opportunità», spiega Bernardi. «Arriva a ridosso dell’inizio del campionato e molte atlete saranno appena rientrate dai Mondiali, quindi con pochi allenamenti alle spalle in questa squadra. Sarà una fotografia realistica dello stato della squadra in quel momento. Indipendentemente dal risultato, sarà fondamentale per valutare l’affiatamento e la coesione del gruppo».
Il torneo, che vedrà affrontarsi alcune delle migliori formazioni del panorama europeo, è per Bernardi un banco di prova utile non solo dal punto di vista tecnico, ma anche motivazionale. «Giocare contro squadre forti, in partite intense, permette di mettere a fuoco su quali aspetti concentrare il lavoro. Serve a testare, a capire se le dinamiche costruite in preparazione sono efficaci o se bisogna correggere il tiro. E offre anche l’opportunità di far ruotare tutte le atlete».
Courmayeur, però, non è solo campo e tattica. Il contesto, immerso nella cornice alpina del Monte Bianco, contribuisce a rendere l’esperienza unica. «È una località splendida, e l’atmosfera coinvolge anche un pubblico che magari non è abituale spettatore di volley, ma che si lascia affascinare dal livello delle atlete in campo. Per noi ha un valore ancora più forte: l’anno scorso, complice l’indisponibilità del nostro palazzetto a Novara, abbiamo trascorso lì l’intera settimana. È stato un momento importante per cementare il gruppo, soprattutto per l’inserimento delle nuove giocatrici. Courmayeur ha contribuito a creare un clima positivo e costruttivo».
Con la Courmayeur Cup che funge da prologo, si apre una stagione che si preannuncia intensa: campionato, Supercoppa e coppe europee. «Il nostro campionato è il più difficile in Europa», afferma Bernardi con realismo. «Non perché le altre nazioni non abbiano squadre forti — penso alla Turchia, per esempio — ma perché la densità di squadre competitive in Italia è unica. In questi due anni abbiamo costruito un percorso positivo, che vogliamo portare avanti. Sappiamo quali sono le nostre potenzialità e dove dovremmo collocarci. Ma dobbiamo essere ambiziosi e coraggiosi. È questo lo spirito con cui affrontiamo ogni sfida».
Una sfida che, come spesso accade nello sport, comincia ben prima del fischio d’inizio. Magari proprio ai piedi del Monte Bianco, dove la passione incontra la montagna, e il futuro prende forma partita dopo partita.
Arianna Pinton