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Dalla Valle d’Aosta al mondo, Rosset Terroir è la storia di un’impresa vitivinicola che coniuga tradizione, sperimentazione e sostenibilità

© Stopdown SC

Nicola Rosset, alla guida dell’azienda vinicola Rosset Terroir

“Non siamo autosufficienti, né vogliamo esserlo: vogliamo restare intrecciati alla nostra terra e alle persone che la abitano.” Così racconta Nicola Rosset, alla guida dell’azienda vinicola Rosset Terroir, realtà di eccellenza cresciuta in Valle d’Aosta con radici solide e visione ambiziosa. Tutto nasce all’inizio degli anni Duemila, quando Nicola affianca la famiglia nella coltivazione di viti, lamponi e génépy. “Abbiamo iniziato con umiltà, passo dopo passo, puntando sulla qualità e sul rispetto della filiera.” Oggi Rosset Terroir produce circa 80mila bottiglie l’anno, con vigne distribuite tra Saint-Christophe, Villeneuve e Chambave. Tre terroir diversi, uniti dallo stesso spirito: autenticità, innovazione e amore per l’altitudine.

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Sostenibilità: equilibrio concreto tra ambiente, economia e persone

Per Rosset, la sostenibilità non è uno slogan ma un equilibrio concreto tra ambiente, economia e persone: “Raggiungere la sostenibilità economica ci permette di stare in piedi come azienda e di garantire lavoro e futuro ai giovani che lavorano con noi, con passione e competenza.” Accanto a lui, una squadra di under 40 animata da entusiasmo e talento, tra cui l’enologo Matteo Moretto, cresciuto nell’azienda e oggi figura chiave della cantina. La produzione è divisa in modo quasi equo tra rossi e bianchi, spaziando tra vitigni autoctoni come Fumin, Cornalin, Petit Rouge e Prié Blanc e varietà internazionali come Chardonnay, Syrah e Pinot Noir.

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Il famoso Sopraquota

Tra le etichette più note, il “Sopraquota”, vino di altitudine che ha fatto conoscere Rosset Terroir anche oltre i confini nazionali, ottenendo riconoscimenti importanti come i 98 punti assegnati alla Syrah ai Decanter World Wine Awards. “Abbiamo creduto nell’altitudine quando ancora era vista con scetticismo. Oggi coltiviamo vigne a oltre 800 metri, con tutte le sfide del caso, ma anche grandi soddisfazioni.” Tecnica e ricerca vanno di pari passo: “Siamo tra le aziende che usano più terracotta in Valle d’Aosta: orci toscani, anfore trentine, legni italiani e francesi.

Innovazione con rispetto della materia prima

L’innovazione ci guida, ma sempre con rispetto della materia prima.” La passione di Nicola nasce da lontano, dai ricordi d’infanzia: “Mi rivedo bambino, durante le vendemmie con mio padre e i miei zii, le tavolate, la terra calpestata a piedi nudi. È lì che ho capito che questo lavoro è più di un mestiere: è identità, è vita.” Oggi, Rosset Terroir esporta in Italia e all’estero, ma senza dimenticare le proprie origini. “Vogliamo che solo il 30% della nostra produzione resti in Valle. È bello essere riconosciuti in casa, ma l’ambizione è far conoscere al mondo cosa può nascere tra le montagne.”

Arianna Pinton

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