Fino al 3 giugno il Forte di Bard dedica una mostra al maestro indiscusso della pittura italiana informale del Novecento
Fino al 3 giugno 2025 il Forte di Bard, in Valle d’Aosta, ospita la mostra Emilio Vedova. Questa è pittura, un tributo al grande maestro dell’Informale italiano, capace come pochi di trasformare il gesto pittorico in una forma di denuncia e partecipazione civile. A cura di Gabriella Belli, l’esposizione presenta oltre cinquanta opere tra dipinti e lavori su carta, provenienti in gran parte dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova e da importanti istituzioni italiane, come la Peggy Guggenheim Collection, il Mart di Trento e Rovereto e i Musei Civici Fiorentini.
L’esposizione non si propone come un racconto cronologico della sua produzione, bensì come un itinerario tematico suddiviso in otto sezioni, capace di restituire l’essenza di un artista che ha fatto della pittura un atto di resistenza e testimonianza. Il percorso si snoda all’interno delle Cannoniere del Forte con l’intento di far emergere la dimensione più intima e libera della sua opera, quella in cui Vedova si affida esclusivamente alla forza del gesto, lasciando temporaneamente in secondo piano la sua vocazione militante. Dagli esordi veneziani negli anni Trenta, autodidatta affascinato dai pittori di Piazza San Marco e dai grandi maestri del Rinascimento, Vedova si forma copiando opere del Tintoretto, già allora attratto da una pittura impetuosa e drammatica. Negli anni Quaranta, in reazione al clima culturale imposto dal regime, inizia ad abbandonare la figurazione.
Moltiplicazione dei pani e dei pesci (1942) conserva una struttura narrativa, ma già rivela il caos espressivo che esploderà di lì a poco. Le ferite della guerra e l’influenza della Guernica di Picasso lo spingono verso una sintesi più radicale, fatta di segni neri e taglienti, come in Immagine del tempo (1946). Nel dopoguerra, con Interno di fabbrica (1949), Vedova si avvicina temporaneamente al Cubismo, per poi approdare definitivamente all’Informale negli anni Cinquanta.
Con opere come L’immagine del tempo ’51 (sbarramento) il gesto prende il sopravvento, trasformando la superficie in campo di tensioni e contrasti. Inizia così una stagione di successi internazionali e confronti con artisti come Pollock, Kline e De Kooning, con cui condivide l’impulso alla sperimentazione e all’immediatezza dell’atto pittorico. Negli anni Sessanta, con il ciclo Ciclo, tornano i colori, ma sempre filtrati da una carica drammatica. La pittura diventa installazione: nascono i Plurimi, strutture pittoriche tridimensionali fatte di tavole articolate, veri e propri “corpi in lotta” nello spazio.
Queste opere, concepite tra Venezia e Berlino, sono atti dirompenti, “masse d’assalto” che chiedono un confronto diretto con il pubblico. Il percorso si arricchisce di materiali inediti, come i disegni e gli studi degli anni Ottanta, conservati dalla Fondazione Vedova. Sono appunti visivi, schizzi e intuizioni che raccontano la sua continua tensione creativa. Il culmine espressivo arriva con la serie …Als Ob… del 1983, in cui la pittura si fa dolore e catarsi, bianco e nero in contrasto estremo.
Segue la serie Rosso, dominata da una vertigine di segni e campiture cromatiche intense. In questi lavori finali Vedova sembra voler chiudere un cerchio, tornando idealmente ai grandi cicli della tradizione rinascimentale veneziana. La mostra si conclude con i Tondi, opere su tele circolari che uniscono la pienezza del gesto all’equilibrio della forma. Sono esiti di una maturità raggiunta, testimoni della sua instancabile ricerca e dell’energia che ha caratterizzato tutta la sua carriera. Emilio Vedova non ha mai separato l’arte dalla vita: ogni quadro, ogni segno, è parte di una visione etica e politica, di un’urgenza espressiva che continua a parlare con forza al nostro presente. La mostra è corredata da un catalogo edito da 24 Ore Cultura.
Sibilla Panfili
Orari
Martedì-venerdì 10.00 / 18.00
Sabato, domenica e festivi 10.00 / 19.00
Lunedì chiuso
Informazioni
Associazione Forte di Bard
- + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | www.fortedibard.it