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Con Sylvie Bruno e il suo CheVal d’Aoste Mont Blanc si riscopre la montagna a passo lento: tra battesimi della sella, trekking d’alta quota e ospitalità genuina, un’esperienza autentica da vivere a ritmo equino

 

Tra boschi, laghi di origine glaciale e sentieri d’alta quota, le escursioni di CheVal d’Aoste Mont Blanc A.S.D. offrono un’esperienza immersiva e rigenerante. A guidarci è Sylvie Bruno, che racconta un turismo lento e rispettoso, in perfetta armonia con la natura e con l’anima profonda della montagna. Incontrare Sylvie significa scoprire un modo autentico di vivere la montagna: con lentezza, rispetto e passione.

Dal 2017, con l’associazione CheVal d’Aoste Mont Blanc A.S.D., affiliata alla FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) per il turismo equestre, accompagna adulti e bambini alla scoperta della Val Ferret in sella a cavalli docili e affidabili, addestrati per affrontare in sicurezza anche i sentieri più tecnici.

«La nostra attività è davvero aperta a tutti – spiega –. Offriamo passeggiate di un’ora o due per chi è alle prime armi, comprese attività con i pony per i bambini. I cavalli sono tranquilli, abituati a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo». Ma c’è anche spazio per esperienze più intense, dedicate a chi ha già dimestichezza con la sella: escursioni di mezza giornata o giornate intere, che si inoltrano nel cuore più selvaggio della valle.

I percorsi si snodano lungo tratti del Tour du Mont Blanc, toccando luoghi iconici come il Rifugio Bonatti, il Lago Combal o il Rifugio Elisabetta. «In alcuni tratti si scende da cavallo per condurlo a mano: è un’esperienza autentica, che richiede consapevolezza e partecipazione».

Nel periodo estivo, il pubblico è variegato e segue un ritmo stagionale tutto suo. «Fino a metà luglio ospitiamo molte famiglie e bambini; poi arrivano coppie, piccoli gruppi, addii al nubilato o compleanni a sorpresa. Organizzare un aperitivo a cavallo, magari al tramonto, è un’esperienza che resta nel cuore. Ad agosto inoltrato, invece, tornano il silenzio e la ricerca di pace: chi arriva in quel periodo spesso vuole solo ascoltare il bosco e lasciarsi cullare dal passo del cavallo».

Tutto si svolge nella cornice mozzafiato della Val Ferret: prati verdi punteggiati da rododendri, torrenti impetuosi, scorci sul ghiacciaio e sulla catena del Monte Bianco. «È un ambiente che ti avvolge. Anche chi viene da città grandi resta senza parole. Il cavallo è un tramite ideale per assaporare tutto questo con il giusto ritmo».

Ogni cavallo viene selezionato e seguito con cura. «Dev’essere sicuro, con passo stabile e tranquillo. Non tutti sono adatti alla montagna. Noi lavoriamo ogni giorno per creare un rapporto di fiducia tra cavallo e cavaliere, anche se temporaneo. Chi monta in sella deve sentirsi al sicuro, ma anche partecipe». Il maneggio lavora in sinergia con hotel, rifugi e strutture ricettive della zona. «Cerchiamo di offrire un valore aggiunto alla vacanza in montagna, inserendoci in una rete di accoglienza che valorizza il territorio.

Il nostro è un turismo dolce, che non consuma, ma ascolta. I sentieri che percorriamo non vengono rovinati, anzi: li viviamo con delicatezza, rispettando l’ambiente e i suoi ritmi». Nel tempo, Sylvie ha visto crescere tanti bambini che ora cavalcano con sicurezza. Alcuni tornano ogni estate. «È bellissimo vedere come questo legame diventi un rito. Molti salgono a cavallo solo qui, durante le vacanze. E ogni volta è come se ritrovassero una parte di sé».

Negli ultimi anni, il desiderio di esperienze autentiche è cresciuto. «La vita quotidiana è frenetica. Qui, in sella, tutto rallenta. Il cavallo ti impone di osservare, ascoltare, sentire. È un invito a vivere davvero il paesaggio, non solo a guardarlo da lontano». Così, tra cielo e terra, la Val Ferret si racconta attraverso il respiro degli animali, il suono degli zoccoli su sentieri antichi, e gli occhi sorridenti di chi riscopre – magari per la prima volta – l’emozione di andare a cavallo.

 

Arianna Pinton

 

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