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Henri Rivière (1864-1951), Vague, mer montante, plage de la Garde-Guérin, 1890, gravure sur bois en couleurs, 34 × 50,5 cm (feuille), 23 × 34,5 cm (sujet), Paris, Institut national d’histoire de l’art, EM RIVIERE 1, cat. 65.

 

Alla Fondation Pierre Gianadda, dal 12 dicembre 2025 al 14 giugno 2026, 178 incisioni raccontano due secoli di arte e sperimentazione grafica

Le otto sezioni tematiche della mostra

Dal segno di Manet all’astrazione di Kelly, la Fondation Pierre Gianadda dedica la stagione invernale e primaverile 2025-2026 all’affascinante universo dell’incisione, con una mostra che attraversa due secoli di arte moderna e contemporanea. De Manet à Kelly. L’art de l’empreinte riunisce 178 opere provenienti dalle collezioni dell’Institut national d’histoire de l’art (INHA) di Parigi, in un percorso che celebra la ricchezza tecnica e poetica della stampa d’arte. È un ritorno atteso: oltre trent’anni dopo la memorabile esposizione De Goya à Matisse del 1992, la Fondation Pierre Gianadda rinnova il dialogo con una delle più prestigiose biblioteche d’arte d’Europa. Questa volta, il racconto si estende dal XIX al XXI secolo, mettendo in relazione maestri come Francisco de Goya, Édouard Manet, Edvard Munch, Käthe Kollwitz, Mary Cassatt, Odilon Redon, Vera Molnár ed Ellsworth Kelly.

 

Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), Miss Loïe Fuller, 1893, lithographies au pinceau et au crachis en couleurs, 38 × 28 cm (feuilles), Paris, Institut national d’histoire de l’art, EM TOULOUSE-LAUTREC 49b, 49d, cat. 23, 25.

 

 

 

Un viaggio nell’arte dell’impronta

La mostra invita il visitatore a scoprire l’estampe come “arte dell’empreinte” — il gesto che lascia traccia, la materia che imprime, il segno che si moltiplica e si rinnova. Ogni foglio diventa così un campo di sperimentazione dove l’immagine nasce dal contatto, dalla pressione, dalla resistenza del supporto. Organizzato in otto sezioni tematicheÉnergies, Figures, Regards, Paysages, Hommages, Situations, Combats, Visions – il percorso crea un dialogo vibrante tra opere lontane nel tempo ma unite dal medesimo spirito di ricerca. Le incisioni di Goya o Manet si confrontano con la grafica di Braque e Matisse; le figure intense di Käthe Kollwitz trovano un contrappunto nelle curve astratte di Kelly; le visioni simboliste di Redon dialogano con i mondi digitali di Vera Molnár. Un’intera sezione è dedicata a Jacques Doucet, couturier, collezionista e mecenate che all’inizio del Novecento fondò la Bibliothèque d’art et d’archéologie, poi divenuta INHA. La sua passione pionieristica per la stampa artistica diede vita a una collezione che oggi rappresenta un corpus unico al mondo per varietà e qualità. L’esposizione ne ripercorre la storia, fino alle più recenti acquisizioni sostenute dalla generosità di Léonard Gianadda, grande amico e benefattore dell’istituzione parigina.

 

Henri Matisse (1869-1954), Henri Matisse gravant, 1900-1903, pointe sèche, 2e état, tirage 1/4, 23 × 32,5 cm (feuille), 14,9 × 20 cm (coup de planche), Paris, Institut national d’histoire de l’art, EM MATISSE 30b, cat. 52.

 

L’incisione come racconto del moderno

Tra gli spazi luminosi della Fondation, le opere si dispongono come pagine di un libro d’arte aperto: un “romanzo del modernismo” che si riscrive attraverso la stampa. Lungo il percorso, il visitatore attraversa due secoli di tensioni estetiche e sociali, dall’eco della Comune di Parigi ritratta da Manet, alle inquietudini di Munch, fino all’astrazione lirica di Kelly, in cui colore e forma si fondono in pura armonia visiva. L’itinerario si conclude con una sezione documentaria, Au fil d’une collection, che restituisce il senso di continuità tra passato e presente, illustrando le politiche di acquisizione dell’INHA e il ruolo decisivo della stampa nella costruzione dell’immaginario visivo moderno.

 

Édouard Manet (1832-1883), L’Exécution de Maximilien, 1868, lithographie sur Chine appliqué, 1er état, tirage avant la lettre, 50 × 65 cm (feuille), 33,4 × 43,4 cm (sujet), Paris, Institut national d’histoire de l’art, EM MANET 1, cat. 122.

Informazioni per la visita

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18 (chiusura anticipata alle 17 il 24 e 31 dicembre). Le visite commentate si tengono generalmente il mercoledì alle 19, senza supplemento, e su richiesta in francese, tedesco, inglese o italiano.

 

Ellsworth Kelly (1923-2015), Image en papier coloré III (Courbes bleue noire) [Colored Paper Image III (Blue Black Curves)], 1976, pulpe de papier coloré et pressé, épreuve d’artiste no IV, 82,6 × 118,1 cm (feuille), Paris, Institut national d’histoire de l’art, donation Studio Ellsworth Kelly en 2018, EM KELLY 19 GDF, cat. 1. © 2025, ProLitteris, Zurich

 

Tariffe d’ingresso:

  • Adulti CHF/€ 18
  • Senior (oltre 60 anni) CHF/€ 16
  • Studenti fino a 25 anni CHF/€ 10
  • Famiglie CHF/€ 38
  • Gruppi a partire da 10 persone: riduzione di CHF/€ 2
  • Accessibilità garantita e riduzioni per persone con disabilità

 

È disponibile anche il catalogo ufficiale dell’esposizione (De Manet à Kelly. L’art de l’empreinte, INHA, 290 pp., CHF/€ 35), con saggi di Victor Claass, Eléa Sicre, Emmanuel Pernoud, Pascale Cugy e Ilaria Andreoli.

Francisco de Goya (1746-1828), Disparate de taureaux [Disparate de tontos], planche supplémentaire à la série Les Disparates [Los Disparates], 1815-1824, eau-forte, aquatinte et pointe sèche sur papier japon, épreuve avant la lettre, retirage posthume, 32,6 × 46,8 cm (feuille), 24,5 × 35 cm (coup de planche), Paris, Institut national d’histoire de l’art, EM GOYA 93, cat. 146.

 

 

 

Fondation Pierre Gianadda

Sibilla Panfili

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