
Alla Fondation Pierre Gianadda, dal 12 dicembre 2025 al 14 giugno 2026, 178 incisioni raccontano due secoli di arte e sperimentazione grafica
Le otto sezioni tematiche della mostra
Dal segno di Manet all’astrazione di Kelly, la Fondation Pierre Gianadda dedica la stagione invernale e primaverile 2025-2026 all’affascinante universo dell’incisione, con una mostra che attraversa due secoli di arte moderna e contemporanea. De Manet à Kelly. L’art de l’empreinte riunisce 178 opere provenienti dalle collezioni dell’Institut national d’histoire de l’art (INHA) di Parigi, in un percorso che celebra la ricchezza tecnica e poetica della stampa d’arte. È un ritorno atteso: oltre trent’anni dopo la memorabile esposizione De Goya à Matisse del 1992, la Fondation Pierre Gianadda rinnova il dialogo con una delle più prestigiose biblioteche d’arte d’Europa. Questa volta, il racconto si estende dal XIX al XXI secolo, mettendo in relazione maestri come Francisco de Goya, Édouard Manet, Edvard Munch, Käthe Kollwitz, Mary Cassatt, Odilon Redon, Vera Molnár ed Ellsworth Kelly.

Un viaggio nell’arte dell’impronta
La mostra invita il visitatore a scoprire l’estampe come “arte dell’empreinte” — il gesto che lascia traccia, la materia che imprime, il segno che si moltiplica e si rinnova. Ogni foglio diventa così un campo di sperimentazione dove l’immagine nasce dal contatto, dalla pressione, dalla resistenza del supporto. Organizzato in otto sezioni tematiche – Énergies, Figures, Regards, Paysages, Hommages, Situations, Combats, Visions – il percorso crea un dialogo vibrante tra opere lontane nel tempo ma unite dal medesimo spirito di ricerca. Le incisioni di Goya o Manet si confrontano con la grafica di Braque e Matisse; le figure intense di Käthe Kollwitz trovano un contrappunto nelle curve astratte di Kelly; le visioni simboliste di Redon dialogano con i mondi digitali di Vera Molnár. Un’intera sezione è dedicata a Jacques Doucet, couturier, collezionista e mecenate che all’inizio del Novecento fondò la Bibliothèque d’art et d’archéologie, poi divenuta INHA. La sua passione pionieristica per la stampa artistica diede vita a una collezione che oggi rappresenta un corpus unico al mondo per varietà e qualità. L’esposizione ne ripercorre la storia, fino alle più recenti acquisizioni sostenute dalla generosità di Léonard Gianadda, grande amico e benefattore dell’istituzione parigina.

L’incisione come racconto del moderno
Tra gli spazi luminosi della Fondation, le opere si dispongono come pagine di un libro d’arte aperto: un “romanzo del modernismo” che si riscrive attraverso la stampa. Lungo il percorso, il visitatore attraversa due secoli di tensioni estetiche e sociali, dall’eco della Comune di Parigi ritratta da Manet, alle inquietudini di Munch, fino all’astrazione lirica di Kelly, in cui colore e forma si fondono in pura armonia visiva. L’itinerario si conclude con una sezione documentaria, Au fil d’une collection, che restituisce il senso di continuità tra passato e presente, illustrando le politiche di acquisizione dell’INHA e il ruolo decisivo della stampa nella costruzione dell’immaginario visivo moderno.

Informazioni per la visita
La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18 (chiusura anticipata alle 17 il 24 e 31 dicembre). Le visite commentate si tengono generalmente il mercoledì alle 19, senza supplemento, e su richiesta in francese, tedesco, inglese o italiano.

Tariffe d’ingresso:
- Adulti CHF/€ 18
- Senior (oltre 60 anni) CHF/€ 16
- Studenti fino a 25 anni CHF/€ 10
- Famiglie CHF/€ 38
- Gruppi a partire da 10 persone: riduzione di CHF/€ 2
- Accessibilità garantita e riduzioni per persone con disabilità
È disponibile anche il catalogo ufficiale dell’esposizione (De Manet à Kelly. L’art de l’empreinte, INHA, 290 pp., CHF/€ 35), con saggi di Victor Claass, Eléa Sicre, Emmanuel Pernoud, Pascale Cugy e Ilaria Andreoli.

Fondation Pierre Gianadda
- Rue du Forum 59 – 1920 Martigny (Suisse)
- +41 (0)27 722 39 78
- www.gianadda.ch
- info@gianadda.ch
- Instagram: @fondationpierregianadda
Sibilla Panfili