LEFTLOFT AL COURMAYEUR DESIGN WEEK-END 2026

CHI È DAVID PASQUALI
David Pasquali è founder e creative director di Leftloft, studio internazionale di design strategico e comunicazione visiva nato a Milano nel 1997, oggi riconosciuto per la capacità di unire rigore tipografico, visione umanista e narrazione identitaria. Leftloft lavora su progetti trasversali — da brand identity a editorial design, da installazioni ambientali a strategie culturali — con una cifra riconoscibile: trasformare la complessità in linguaggio essenziale, accessibile, potente.
Come nasce la collaborazione tra Leftloft e Courmayeur Design Week-end?
«Nasce da un’amicizia e da un rapporto di stima con Paola, costruito negli anni, lezione dopo lezione al Politecnico. Mi ha invitato all’edizione estiva di Ostuni, poi ci ha proposto di curare l’installazione delle telecabine. Il design, nell’immaginario collettivo, vive a Milano, nel Salone, negli showroom del centro. Ma il progetto abita ovunque. Portarlo in un contesto inusuale apre lo spazio al pensiero laterale, stimola nuove riflessioni.»
Il progetto 45 parole d’amore trasforma la funivia in una galleria a cielo aperto. Qual è il messaggio?
«Il punto di partenza è stato il tema Amori & Passioni. Fronzoni diceva: progettare è il verbo amare. La parola amore acquista senso accanto alla parola relazione. Una relazione è dialogo, quindi parole. Abbiamo scelto parole che guidano il nostro modo di progettare, per ricordare che il design è disciplina umanistica: emozioni e capacità di sentire l’altro dovrebbero essere il primo atto progettuale, perché ogni progetto impatta sulla vita delle persone.»
Perché 45 parole?
«Non c’è un simbolismo. Quando lavoriamo su un’identità chiediamo al committente di raccontarsi in 50 parole, per andare oltre le frasi di circostanza. Questa volta l’esercizio l’abbiamo fatto su di noi. Le parole sono 45 e non 50 perché le cabine sono 47: 45 parlano del nostro mestiere, 2 sono dedicate a DWE.»
Come si traduce l’amore nel linguaggio grafico?
«Partiamo dalla parola, la sua prima forma è la tipografia. Abbiamo usato LFT Etica, font che abbiamo disegnato partendo dall’Helvetica, rendendola più calda e umanista. Le parole si appoggiano a composizioni astratte di forme e colori, che non le rappresentano, ma le interpretano. All’interno di ogni cabina c’è la definizione del lemma: un invito a riflettere sui significati secondari delle parole che usiamo ogni giorno.
Che ruolo gioca il paesaggio del Monte Bianco?
«Una parola chiave è contrasto, che ha guidato la scelta cromatica: colori accesi che dialogano con la neve e citano l’estetica dell’abbigliamento sciistico. Un’altra è organico, che ritroviamo nelle forme morbide e irregolari: come le montagne, gli alberi, la neve fresca, ma anche come le relazioni e l’amore.»
In che modo il tema “Amori & Passioni” rispecchia Leftloft?
«La passione è il nostro punto di partenza. Negli anni ’90, quando abbiamo cominciato, non avevamo una formazione nel design. Abbiamo imparato di notte, sbagliando, senza stancarci. Ci appassiona l’eterogeneità, la sfida che cambia ogni volta. Il mondo cambia, e ogni progetto è un modo per rimettersi in discussione.»
Cosa sperate resti a chi salirà su quelle cabine?
«Speriamo che le persone si appassionino alle parole, che riflettano sul loro peso. Una delle parole scelte è scelta: scegliere cosa dire cambia la realtà. Come diceva Nanni Moretti: le parole sono importanti.»
Arianna Pinton
Photo: courtesy LeftLoft