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Martedì 17 febbraio è Martedì grasso e il carnevale di Courmayeur 2026 culminerà col gran finale. È un rito collettivo che attraversa le frazioni, portando il profumo della seuppa, il suono dei campanelli e il passo di Lé Beuffon

 

A Courmayeur il Carnevale è molto più di una sfilata. È un rito collettivo che attraversa le frazioni, sale fino alla Val Ferret e scende in piazza, portando con sé il profumo della seuppa, il suono dei campanelli e il passo inconfondibile di Lé Beuffon, la maschera che da oltre un secolo guida la festa del paese.

 

Il suono dei campanelli

Ogni anno, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, Courmayeur si risveglia al suono di piccoli campanelli che rimbalzano fra i vicoli di Dolonne. È il segnale che il Carnevale è tornato. Non ci sono manifesti urlati o grandi proclami: basta il tintinnio di una cintura, un cappello di velluto cosparso di fiori, un bastone che batte ritmicamente sulla neve. È così che si annuncia Lé Beuffon, la maschera simbolo del Carnevale di Courmayeur — Lo Camentran, come si dice nel patois valdôtain. Il suo nome deriva da “Camentran”, “colui che entra in Quaresima”, e segna il passaggio tra l’inverno più rigido e la promessa della primavera. Ma nel linguaggio del paese significa soprattutto appartenenza: la gioia che diventa rito, la tradizione che continua a respirare sotto il Monte Bianco.

 

Una maschera con memoria

La figura di Lé Beuffon nasce nella prima metà del Novecento, nella frazione di Dolonne, come parodia bonaria della divisa militare. Col tempo, quel costume ironico diventa l’emblema della comunità. Il Beuffon veste una giacca nera ornata di medaglie, alamari dorati e perline, pantaloni rossi con pon-pon, calzettoni chiari, ghette rosse e una tuba bassa rivestita di fiori e nastri colorati. Alla cintura porta campanelli e in mano un bastone, simbolo di ordine e allegria. Non è un personaggio, è un ruolo collettivo: ogni anno qualcuno lo indossa, ma Lé Beuffon resta sempre lo stesso — la maschera gentile che guida la festa e tiene unito il paese.

 

La geografia della festa

Il Carnevale di Courmayeur non si esaurisce in una sola giornata. È un viaggio tra frazioni, borgo e montagne, che nell’edizione 2026 tornerà a intrecciare tradizione e novità. Il programma seguirà la consuetudine degli anni scorsi: nei giorni precedenti il Martedì Grasso, Lé Beuffon percorre le frazioni — Dolonne, La Saxe, Entrèves — portando allegria casa per casa; un passaggio speciale è riservato alla Val Ferret, quando le condizioni della neve lo permettono; la domenica e il martedì, il cuore della festa si sposta nel centro di Courmayeur, tra via Roma e piazza Abbé Henry, con sfilate, carri allegorici, musica e giochi per bambini. L’atmosfera è conviviale: la gente del posto prepara carri, costumi e piatti caldi, mentre i turisti scoprono un Carnevale di montagna autentico, dove il folclore non è spettacolo, ma partecipazione.

 

Il gusto della tradizione

Tra le scene più attese del Camentran c’è quella che profuma di pane nero, cavolo e Fontina: la distribuzione della seuppa — la zuppa valdostana servita calda in piazza. È un gesto semplice, ma carico di significato: si mangia insieme, seduti su panche di legno, mentre la banda suona e i Beuffon fanno il giro della folla. Il calore del piatto si confonde con quello della comunità. In questo momento la festa si fa cibo e relazione, memoria e accoglienza. È il Carnevale come “cucina sociale”, dove ogni abitante è cuoco e ospite allo stesso tempo.

 

L’anima di Dolonne

Dolonne è la culla del Beuffon e la sua officina segreta. Qui, nelle settimane che precedono la festa, le sarte aggiustano nastri, cuciono perline e lucidano i bottoni delle giacche. Ogni dettaglio ha un valore simbolico: il rosso dei pantaloni è energia, il nero della giacca è rigore, le decorazioni sono allegria. Il lavoro delle mani femminili — madri, figlie, volontarie — è la parte invisibile ma indispensabile del Carnevale. È lì che si costruisce la magia.

 

Una festa con vista Monte Bianco

Il Carnevale di Courmayeur ha una scenografia naturale che nessun altro può vantare: le cime innevate del Monte Bianco. La luce del pomeriggio filtra tra le nuvole e accende le ghette rosse, i nastri dei cappelli, i riflessi delle medaglie. È una festa fotogenica, ma mai artificiale. La montagna osserva silenziosa, come se anche lei facesse parte della compagnia. La neve diventa palcoscenico, le case di pietra cornice, la musica eco che risale verso il ghiacciaio.

 

Diverse maschere, stesso spirito

In Valle d’Aosta ogni carnevale ha un volto. Quello della Coumba Freida, a nord della regione, è dominato dalle Landzette, figure con specchi e nastri che rievocano il passaggio di Napoleone. A Verrès e Pont-Saint-Martin, il Carnevale assume toni storici, tra dame, cavalieri e leggende. Courmayeur, invece, conserva un’anima più domestica, più intima. Il suo Beuffon non ricorda battaglie né nobiltà, ma celebra la gente comune: chi lavora, chi ride, chi cucina. È un Carnevale che parla la lingua della montagna, fatta di silenzi e sorrisi.

 

L’attesa del 2026

In vista del Carnevale 2026, Courmayeur si prepara a un’edizione che punterà ancora di più sul coinvolgimento delle famiglie e dei visitatori internazionali. I dettagli ufficiali saranno annunciati tra gennaio e febbraio, ma lo spirito è già chiaro: mantenere viva la tradizione, aprendola al futuro.

 

Il segreto del Camentran

Forse il segreto di questa festa sta proprio nel suo equilibrio: è piccola e universale, antica e contemporanea, locale e accogliente. Non c’è palco, non ci sono fuochi d’artificio. Ci sono mani che cuciono, volti che ridono, campanelli che suonano. In un mondo che corre, Courmayeur sceglie di camminare al ritmo del Beuffon: un passo dopo l’altro, tra neve e colori, ricordandoci che anche la leggerezza è una forma di cultura.

 

Programma conclusivo

  • Martedì 17 febbraio: Lo Camentràn – il Carnevale di Courmayeur
  • Ore 10.00 Annuncio nelle frazioni de Lé Beuffon, costume simbolo del Carnevale di Courmayeur.
  • Ore 13.00 Distribuzione del tradizionale minestrone di Carnevale accompagnato da formaggi e salumi locali, a cura della Proloco Comité de Courmayeur.
  • Ore 14.00 – Partenza della sfilata dei carri per le vie del Centro storico accompagnati dal gruppo Le Beuffon di Courmayeur e la Banda musicale di Courmayeur – La Salle
  • Ore 14.30 – Arrivo in Piazza Abbé Henry
  • Ore 15.30 Premiazione del concorso per il carro più bello
  • Ore 15.30-17.30 Animazione bambini con baby dance e giochi di gruppo. Merenda per tutti i piccoli partecipanti con bugie e the caldo.
  • Sabato 21 febbraio | Dalle 16.00 alle 19.00: Carnevale sui pattini – Courmayeur Sport Center – Pattina in maschera!
    Per tutti i piccoli pattinatori merenda e animazione inclusi nel biglietto d’ingresso.

Per aggiornamenti programma vedi: www.courmayeurmontblanc.it

 

Sibilla Panfili

Foto Courtesy @CourmayeurMontBlanc

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