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Il cianometro fu inventato nel 1789 da Horace-Bénédict de Saussure, è uno degli strumenti scientifici più poetici della storia.

Che cos’è?

Il cianometro? È un disco graduato per misurare l’intensità del blu del cielo, usato sulle Alpi e sul Monte Bianco per comprendere l’atmosfera.

Come è fatto?

Nel 1789, il naturalista svizzero Horace-Bénédict de Saussure inventò uno strumento tanto semplice quanto straordinario: il cianometro. Si trattava di un disco di carta con una scala di 53 sfumature di blu, numerate dal più chiaro al più scuro, disposte in cerchio attorno a un foro centrale.

L’obiettivo?

Misurare l’intensità del blu del cielo, osservandolo attraverso il foro e confrontandolo con le tinte del disco. Saussure utilizzò il cianometro a Ginevra, a Chamonix e persino sul Monte Bianco, durante le sue celebri spedizioni alpine.

L’intuizione di Horace-Bénédict de Saussure

Saussure fu tra i primi a intuire che il colore del cielo non dipende dalla sua distanza o dall’assenza di nuvole, bensì dalla presenza di particelle sospese nell’atmosfera. Più il cielo appariva pallido, più alta era la concentrazione di vapore acqueo o pulviscolo.

Tra scienza e meraviglia

Lo strumento, oggi considerato un simbolo dell’incontro tra scienza e meraviglia, ha anticipato gli studi sulla diffusione della luce e sull’ottica atmosferica. Ma soprattutto ha insegnato a guardare il cielo con occhi diversi, capaci di cogliere le sue sfumature come dati, e non solo come poesia.

Sibilla Panfili

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