Ci sono atleti che crescono dentro una disciplina. Altri sembrano nascere dentro un paesaggio. Per Lisa Francesia Boirai, giovanissima snowboarder di Courmayeur e atleta di Sport Talents Courmayeur, la montagna non è soltanto il luogo dell’allenamento: è una grammatica interiore, un modo di stare al mondo. È lì che ha imparato il valore della pazienza, della costanza e della determinazione.
A soli diciassette anni, Lisa Francesia Boirai ha già collezionato esperienze che molti vivono molto più tardi: il titolo mondiale juniores, il debutto in Coppa del Mondo, un grave infortunio e, infine, l’emozione di gareggiare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
Il suo racconto personale
Quando racconta il suo esordio olimpico, lo fa con la naturalezza che la contraddistingue. «Venerdì 13 febbraio ho esordito alle Olimpiadi. Ero al cancelletto con il sorriso, ho fatto un grande respiro e sono partita. È stata forse l’esperienza più bella della mia vita». In poche parole emerge tutta la sua personalità: entusiasmo, lucidità e la capacità di vivere i grandi momenti senza lasciarsi sopraffare.
Il legame con Courmayeur
Essere cresciuta a Courmayeur ha avuto un ruolo decisivo nella sua formazione. «La montagna non è solo il posto dove mi alleno: è il mio ambiente naturale». Fin da bambina ha imparato a rispettarne i ritmi e l’imprevedibilità, comprendendo che non tutto può essere controllato. Un insegnamento prezioso per chi pratica lo snowboardcross, disciplina in cui tecnica, velocità, istinto e contatto convivono in pochi secondi di gara.
La montagna come maestra di vita
«La montagna ti insegna tanto anche a livello umano», racconta. «Ti insegna la pazienza, la costanza e il fatto che i risultati arrivano solo se lavori davvero tanto». È da qui che nasce il suo approccio allo sport: competitivo ma sereno, ambizioso senza perdere il piacere di ciò che fa.
Snowboard, una disciplina non per tutti
Lo snowboard entra presto nella sua vita, inizialmente attraverso il freestyle. Lo snowboardcross arriva qualche anno dopo, anche grazie alla madre, maestra di snowboard, che la incoraggia a praticare entrambe le discipline. La scelta definitiva arriva intorno ai quindici anni. «A un certo punto ho detto: basta freestyle, faccio solo snowboardcross». Da allora non ha più avuto dubbi. «Quando scelgo qualcosa, lo porto fino in fondo. Lo snowboardcross è la mia vita».
Con il passare degli anni sono arrivati i risultati, ma non è cambiato il motivo per cui continua a salire sulla tavola. «Faccio più attenzione ai dettagli, certo. Ma snowboard con lo stesso sorriso di quando ero bambina. Lo faccio perché mi diverte più di qualsiasi altra cosa».
Il rapporto coi coetanei e la scuola
Nonostante i successi, Lisa non si è mai sentita diversa dai suoi coetanei. «Non mi sono mai sentita più avanti degli altri. Semplicemente seguo un percorso diverso». Sa di vivere esperienze insolite per una ragazza della sua età — i viaggi, le gare internazionali, gli allenamenti quotidiani — ma sente anche il bisogno di conservare una dimensione normale. «Per me è fondamentale non perdere l’equilibrio tra sport, scuola, amicizie e vita quotidiana. Non devo dimenticare di avere diciassette anni».
Frequenta il liceo linguistico di Courmayeur e affronta lo studio con la stessa sincerità con cui parla delle gare. «Studiare? È un incubo», sorride. Poi aggiunge subito: «Però la scuola è importante e il liceo mi sta aiutando tantissimo». Il futuro, almeno per ora, lo immagina sulle montagne. «Mi vedo sullo snowboard, non dietro a una scrivania». Ma non rinuncia all’idea di continuare a formarsi: «Credo sia importante imparare sempre, non solo nello sport».
La forza interiore
Lo snowboardcross richiede coraggio, rapidità e capacità di prendere decisioni in una frazione di secondo. Eppure Lisa non associa mai questo sport alla paura. «Nessuno mi ha mai insegnato ad averne. Il rischio esiste, ma fa parte della bellezza di quello che faccio». Anzi, ciò che la entusiasma di più è proprio affrontare per la prima volta una pista nuova. «È il momento che preferisco».
Dietro questa apparente leggerezza c’è però una notevole forza interiore, destinata a emergere ancora di più quando la sua carriera viene improvvisamente messa alla prova.
La tenacia dopo un momento difficile
Nel gennaio 2025, durante la sua prima stagione in Coppa del Mondo, arriva però il momento più difficile. Lisa deve sottoporsi a un intervento d’urgenza all’addome e vede improvvisamente allontanarsi il sogno olimpico. «Sono scoppiata a piangere. Pensavo fosse finita». Invece la strada si riapre. Recupera, torna ad allenarsi e conquista il pass per Milano Cortina 2026.
Oggi guarda a quell’esperienza come a una tappa fondamentale del suo percorso. «Mi ha fatto scoprire una versione di me stessa che senza quell’operazione non avrei mai conosciuto. Le vittorie sono bellissime, ma le sconfitte insegnano molto di più. Io sono giovane e ho ancora tanto da imparare». È una riflessione che colpisce per maturità e che racconta bene il suo modo di affrontare lo sport: senza vittimismo, con la volontà di trasformare ogni difficoltà in crescita.
Il titolo mondiale juniores
Anche il titolo mondiale juniores non ha modificato il suo atteggiamento. Le aspettative degli altri non sembrano condizionarla. «Stiamo parlando di gare di snowboard. È la mia passione, non sto salvando una vita. Io gareggio per me stessa. L’unica cosa che posso promettere è dare sempre il massimo».
Il legame con Michela Moioli
Tra le persone che hanno segnato il suo percorso c’è Michela Moioli, campionessa olimpica e oggi compagna di squadra. «Miki è la mia sorellona. Mi colpisce la sua forza: anche quando sembra toccare il fondo riesce sempre a rialzarsi». Da bambina la osservava davanti alla televisione; oggi condivide con lei allenamenti e gare. «In pista è un riferimento tecnico, ma fuori è soprattutto una grande persona».
Il sostegno della famiglia
Accanto ai modelli sportivi c’è il sostegno costante della famiglia. «Sapere che i miei genitori mi accompagnano fin da quando ero piccola è una fortuna enorme». La madre, maestra di snowboard, e il padre hanno sempre trovato il giusto equilibrio tra presenza e libertà. «Sono felici quando le cose vanno bene e mi aiutano quando attraversiamo momenti difficili. Non mi hanno mai fatto sentire sotto pressione».
La giornata tipo di Lisa
Le sue giornate seguono un ritmo intenso: allenamento sulla neve, studio e palestra. «Mi piace arrivare presto in pista, quando la neve è ancora perfetta». Dopo ogni discesa c’è sempre qualcosa da correggere. «Il mio allenatore a volte mi dice: “Lisa, basta”. Io continuerei ancora».
Vivere la montagna ogni giorno significa anche assistere ai cambiamenti che la stanno trasformando. «È impossibile non accorgersene. La neve cambia stagione dopo stagione e i ghiacciai che conosco da quando ero bambina sono diversi». Per questo la sostenibilità non è un tema astratto. «La montagna ci regala tantissimo. È giusto proteggerla e ricordarsi che anche i piccoli gesti possono fare la differenza».
Un sogno nato nel passato e il sogno per il futuro
Le Olimpiadi rappresentavano un sogno nato nel 2018, quando da bambina vide Michela Moioli conquistare l’oro. Milano Cortina 2026 ha trasformato quel sogno in realtà, rendendolo ancora più speciale perché vissuto davanti alla propria famiglia e nel proprio Paese. Eppure Lisa guarda già avanti. «Non vedo l’ora di partecipare alle prossime Olimpiadi e dare il meglio di me».
È questa la sensazione che resta dopo averla ascoltata. A diciassette anni possiede già la determinazione di un’atleta matura, ma conserva l’entusiasmo di chi continua a divertirsi ogni volta che sale sulla tavola. Forse è proprio questo equilibrio tra disciplina e leggerezza a renderla speciale. Perché nello sport, come in montagna, il talento apre la strada. Ma è il carattere a decidere fin dove si può arrivare.
Arianna Pinton