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Dal palco del Talk on Top, sospeso tra cielo e Monte Bianco, il designer racconta perché il progetto deve toccare l’anima prima ancora che lo sguardo

Ci sono designer che progettano oggetti, e designer che progettano mondi. Marcel Wanders appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. Co-fondatore e anima creativa di Studio Wanders, nonché direttore artistico di Moooi, ha costruito un linguaggio estetico inconfondibile: poetico, teatrale, raffinato, talvolta fiabesco, ma sempre ancorato a una disciplina formale rigorosa. Le sue creazioni non arredano soltanto spazi: li trasformano in narrazioni, in atmosfere emotive, in luoghi dove il design non si limita a funzionare, ma accade.

Per l’edizione 2026 del Courmayeur Design Week-end, dedicata al tema Amore & Passioni, non poteva esserci voce più coerente, ispirata e ispiratrice. L’appuntamento più simbolico della sua presenza sarà il Talk on Top, un dialogo che si svolgerà in un luogo già manifesto di meraviglia: Skyway Monte Bianco, sospeso a 3.466 metri, tra roccia e infinito. È da qui, da un punto liminale tra terra e cielo, che Wanders racconterà la sua idea di design come elevazione, racconto, necessità spirituale.

Quando gli chiediamo come amore e passione abbiano plasmato la sua visione creativa, non risponde da progettista, ma da narratore. «Sono il battito cardiaco del design», ci dice. «Sono ciò che trasforma un oggetto in esperienza e un ambiente in destinazione.» Per Wanders, disegnare non significa risolvere un problema, ma attivare un sentimento. «La passione ci dà il coraggio di sognare oltre la funzione. L’amore ci ricorda perché quei sogni contano.» In questa affermazione c’è l’essenza del suo approccio: un Romanticismo intenzionale, non nostalgico, ma generativo. In un’epoca dominata dalla rapidità e dall’iper-tecnologia, la sua posizione è netta: l’innovazione accelera i processi, ma non può sostituire l’incanto. «L’immaginazione e l’emozione sono eterne», afferma. «La tecnologia non può replicare la meraviglia. Il design resta un atto umano, una celebrazione della creatività e del sentire».

Nelle sue opere il tempo rallenta, diventa materia da plasmare. «Senza immaginazione il design è sterile; senza emozione, irrilevante. Gli spazi in cui viviamo possono renderci la vita più piena, più vera.» Pochi luoghi al mondo incarnano meglio questa visione della terra verticale di Courmayeur. Il Talk on Top, sospeso tra il suolo e l’astrazione del cielo, per lui non è una cornice scenografica, ma un messaggio. «Parlare lì significa parlare da un luogo di trascendenza. Design e vita sono ponti: uniscono l’intangibile al reale.» È in questa geografia estrema che Wanders porterà il suo invito all’elevazione: «Il design deve sollevarci oltre l’utile, verso la bellezza, verso il significato. Come le montagne, deve essere audace ed eterno. Come il cielo, infinito nelle possibilità». Gli chiediamo cosa sia, oggi, un design realmente significativo. «È un design con un’anima», risponde. «Non è questione di trend o perfezione, ma di verità.»

Per l’autore, il rischio della superficie si evita raccontando storie, imprimendo memoria, risuonando con l’umano. «La bellezza deve andare oltre la pelle delle cose. Deve riflettere ciò che siamo.» Il design, nella sua accezione più alta, diventa allora un gesto di generosità: «Deve dare alle persone appartenenza, stupore, gioia». Infine, gli chiediamo cosa spera che il pubblico porti con sé, dopo averlo ascoltato tra le Alpi. La risposta è un augurio, ma suona come un manifesto: «L’idea di meraviglia. Non solo per la natura, ma anche per l’ambiente artificiale che creiamo per dialogare con essa».

Le montagne, dice, insegnano due estremi che il progetto deve saper tenere insieme: umiltà e grandezza, precisione e monumentalità. «Vorrei che le persone lasciassero il talk convinte che la bellezza non è un lusso, ma una necessità. Una forza che ci riconnette alla vita.»

 

 

L’intervento di Marcel Wanders sarà uno degli appuntamenti centrali del Courmayeur Design Week-end 2026, che quest’anno esplora il tema Amore & Passioni attraverso installazioni, conferenze e visioni internazionali del design. Il Talk on Top si terrà presso Skyway Monte Bianco, nella cornice più estrema e simbolica per riflettere sul ruolo del progetto contemporaneo. Un dialogo che promette di restare impresso, non solo per l’altezza fisica a cui avverrà, ma per la portata umana, poetica e universale del suo messaggio.

Arianna Pinton

Photo courtesy @Marcel Wanders

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