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Da sessant’anni a Courmayeur, la gioielleria Trossello rappresenta un punto di riferimento per l’orologeria di alta gamma.

Sessant’anni di storia non sono solamente una ricorrenza da celebrare: sono il riflesso di una tenacia familiare che ha saputo attraversare epoche, crisi, trasformazioni sociali e tecnologiche, senza mai perdere la propria identità.

Concessionari storici Rolex, custodi di una tradizione familiare che ha attraversato le guerre e le generazioni, oggi guardano al futuro con lo stesso rigore e passione di sempre. La gioielleria Trossello a Courmayeur è tutto questo. Una bottega preziosa dove ogni dettaglio racconta l’eccellenza, la fiducia conquistata nel tempo, la passione per l’alta orologeria.

«La nostra famiglia svolge da più di cento anni la sua attività nel centro storico di Aosta, ma quella a Courmayeur è iniziata nel 1965, e oggi festeggiamo questo anniversario con orgoglio», racconta Patrick Trossello, rappresentante della terza generazione. «È una tappa che ci offre l’occasione per ringraziare la clientela che ci è rimasta fedele e rinnovare la nostra dedizione». Tra gli elementi che più qualificano il negozio di Courmayeur c’è la concessione Rolex, che rappresenta una pietra miliare nella storia del marchio valdostano. «Siamo concessionari ufficiali da decenni. Mio zio, negli anni Sessanta, si presentò a Milano con un pacco di cambiali per portare il brand in Valle d’Aosta. Fu una scommessa audace, diventata presto una grande storia di successo».

L’evoluzione della clientela, l’affermarsi del turismo internazionale e le sfide economiche degli ultimi anni non hanno intaccato il prestigio del punto vendita. Anzi. «Nel 2019 abbiamo rinnovato completamente il negozio. Pochi mesi dopo è arrivata la pandemia, e pensavamo che tutto potesse crollare. Invece è successo il contrario: i clienti ci hanno scelto con ancora più decisione. La Rolex, in particolare, è diventata un bene rifugio: un oggetto da indossare, sì, ma anche un investimento consapevole».

Oggi il negozio di Courmayeur serve una clientela variegata e internazionale: «Abbiamo storici frequentatori della località, seconde case e famiglie che tornano da generazioni, ma anche turisti stranieri e visitatori attratti dalla presenza unica di attrazioni come la Skyway. Tutti molto esigenti, com’è normale nel mondo del lusso. Ma per noi, ogni richiesta è una responsabilità da onorare».

A rendere l’esperienza unica, infatti, è la capacità di ascolto, il servizio sartoriale e una conoscenza profonda del prodotto. Il futuro? Per Trossello passa anche attraverso un progetto più personale: «Dal 2022 abbiamo registrato il nostro marchio. Non siamo produttori, ma collaboriamo con artigiani valenzani per realizzare gioielli su misura che portano il nostro nome. È un sogno che, chissà, potrebbe diventare una linea vera e propria. Mi piacerebbe lasciare questo patrimonio alle generazioni future, anche se oggi i nostri figli seguono strade diverse. Ma è ancora presto per dirlo. Noi stessi siamo entrati in azienda a trent’anni».

Una storia familiare che si muove con discrezione, tra le vetrine lucide di un negozio a Courmayeur, e che continua a misurare il tempo con precisione, eleganza e cuore. Perché ci sono oggetti che non segnano soltanto le ore: raccontano chi siamo, e da dove veniamo.

Arianna Pinton

 

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