Oltre 11 mila presenze, concerti, rituali e un’atmosfera magica tra Aosta, Val Veny e Lago del Miage: Celtica è un festival senza tempo
Con la Cerimonia dei Cristalli al Lago del Miage il 6 luglio 2025 si è chiusa la 29ª edizione di Celtica Valle d’Aosta, un’esperienza che ogni anno si rinnova tra musica, natura e spiritualità. Dall’energia vibrante di piazza Chanoux ad Aosta all’incanto sospeso del Bosco del Peuterey in Val Veny, Celtica ha richiamato oltre 11 mila visitatori, confermandosi una delle manifestazioni più iconiche dell’estate alpina.
Per quattro giorni, dal 3 al 6 luglio 2025, il festival ha trasformato la montagna in un palcoscenico di emozioni condivise. Workshop, artigianato, stage di danza, concerti sotto le stelle e antichi rituali hanno creato un’atmosfera sospesa tra passato e presente, incastonata in un paesaggio incontaminato a 1500 metri d’altitudine. Protagonista assoluta, la musica: dall’arpa di Vincenzo Zitello al battito delle cornamuse dei Celtic Knot Pipes and Drums, fino alla voce intensa di Maura Susanna, interprete dell’inno “Borders of Salt”.
Accanto a nomi noti, nuove sonorità hanno arricchito il programma, mentre cori e gruppi folkloristici hanno riportato alla luce le radici più autentiche della Valle d’Aosta. Tra i momenti più intensi, il Grande Fuoco sacro del venerdì, l’inno delle nazioni celtiche eseguito il sabato da tutti i musicisti, e l’arrivo simbolico di una nuova vita al Lago del Miage, che ha commosso i presenti. Celtica è molto più di un festival: è una comunità temporanea che si riconosce in valori condivisi, fatta di artisti, volontari, visitatori e famiglie. «Non ci sono estranei qui, solo amici che non abbiamo ancora incontrato», recita il motto. E mai come quest’anno, tra fuochi accesi e melodie antiche, quella promessa si è fatta realtà.
Sibilla Panfili