Jean-Pierre Fosson di Fondazione Montagna sicura: “Un bando letterario e fotografico per una sinergia col territorio”
Il 2025 è l’Anno Internazionale dei Ghiacciai, proclamato dall’Assemblea delle Nazioni Unite. L’obiettivo è sensibilizzare sul ruolo dei ghiacciai nel sistema climatico e idrologico globale. Ne abbiamo parlato con Jean-Pierre Fosson, Segretario generale della Fondazione Montagna sicura, il quale cura realizzazione e coordinamento delle attività della Fondazione.
“La Fondazione – spiega Fosson – è dedicata allo studio dei fenomeni e delle problematiche dell’ambiente di montagna. La nostra missione è sviluppare e mettere a disposizione conoscenze specifiche, oltre a formare i giovani, i professionisti e gli utenti sulla montagna e i suoi cambiamenti.”
Nati nel 2003, da oltre vent’anni la fondazione si occupa concretamente di osservare i ghiacciai: “Sul sito Zottozero (www.sottozerovda.it) pubblichiamo il report annuale sull’evoluzione della criosfera in Valle d’Aosta, nato da un’idea che abbiamo avuto anni fa di creare una voce unitaria. Attraverso 14 infografiche spieghiamo lo stato di salute dei 184 ghiacciai della Valle d’Aosta, che sono un terzo di quelli italiani e sono sofferenti per gli effetti del cambiamento climatico.” Il progetto SottoZero è una voce unitaria con cui viene data un’informazione tecnica apolitica.
“Poiché il 2025 è l’Anno dei ghiacciai -prosegue Fosson- con la Regione, ARPA e il Forte di Bard, con cui facciamo divulgazione grazie ai suoi spazi, abbiamo già effettuato alcune conferenze e pubblicato un bando letterario, uno fotografico e uno per le scuole per una sorta di contaminazione col pubblico,” che scadrà il 30 settembre e la premiazione sarà l’11 dicembre.
Il programma è fitto di incontri, dal grande convegno finale al Forte di Bard in occasione della Giornata della Montagna, alle attività di ricerca, un insieme di serate in tutta la Valle d’Aosta che declineranno il tema del ghiacciaio sotto diversi aspetti, con letture economiche, antropologiche e di ricerca giuridica.
Ma qual è lo stato di salute dei 184 ghiacciai valdostani? “I nostri ghiacciai perdono alcuni anni di più, altri qualcosina di meno, però il trend è molto negativo: abbiamo perso il 30-40% negli ultimi vent’anni. Il numero dei ghiacciai in sé non vuol dire tanto: a volte erano uno solo e poi si spezzettano. Siamo di fronte a un forte ritiro dei ghiacciai, che nelle annate ‘22 e ‘23 è stato drammatico.” Ogni anno perdiamo l’equivalente della superficie del centro di Aosta.
“La Fondazione, assieme ai colleghi di ARPA, studia le conseguenze: cioè meno ghiaccio significa meno acqua per una regione molto siccitosa e l’assenza di un ghiacciaio porta a fenomeni con un potenziale aumento di situazioni di pericolosità del territorio. Infine, sono un bene paesaggistico, perché il Monte Bianco è la palestra degli alpinisti e hanno quindi un valore culturale ed economico.”
Arianna Pinton