Il punto con Maurizio Flick, avvocato e componente scientifico della Fondazione Courmayeur Mont Blanc che ha organizzato l’incontro assieme alla Fondazione Montagna sicura
La Fondazione Courmayeur Mont Blanc, con la Fondazione Montagna sicura, lo scorso 19 aprile 2024 ha organizzato un nuovo incontro per approfondire la conoscenza di temi giuridici sullo scialpinismo. Ce ne parla l’avvocato Maurizio Flick, componente scientifico della Fondazione.
“Negli anni, i diritti degli scialpinisti in caso di infortunio sono cambiati significativamente a causa dell’evoluzione normativa e di un approccio sempre più esteso alla responsabilità. In passato, la responsabilità si limitava quasi esclusivamente alla condotta individuale.” Gli incidenti erano considerati delle fatalità, e non si cercavano ulteriori responsabilità. “Oggi c’è un crescente intervento del diritto che comporta una maggiore valutazione delle responsabilità di altri soggetti.
Questo è una conseguenza della crescente presenza del diritto a seguito dell’aumento del turismo di massa e dell’evoluzione delle attrezzature, che hanno reso gli sport di montagna più accessibili ma anche più rischiosi.” Ciò ha portato a un crescente ricorso a norme e sanzioni per regolare situazioni problematiche. “Vi è un dibattito tra il principio di solidarietà, che tende a proteggere gli individui anche quando sottovalutano i rischi, e quello di autoresponsabilità, che è più diffuso, per esempio, in Svizzera, dove ciascuno è chiamato a rispondere in prima persona delle proprie decisioni.”
Negli ultimi anni, il boom dello scialpinismo ha attirato un pubblico più ampio e variegato: persone inesperte considerano questa disciplina un’attività accessibile e libera. “Questo cambiamento ha contribuito a far emergere due problematiche: la scarsa preparazione tecnica e fisica di alcuni e l’assenza di una cultura della sicurezza. Lo scialpinismo non richiede controlli diretti o regolamentazioni stringenti per chi lo pratica, lasciando spazio a un approccio superficiale ai rischi.
Inoltre, la crescente disponibilità di attrezzature più moderne e accessibili, come sci più leggeri e sistemi di risalita facilitati, attira chi non è abituato a pianificare le proprie escursioni con rigore. Molti si affidano solo a informazioni approssimative o a consigli trovati online, senza valutare con attenzione condizioni del terreno, previsioni meteo o livelli di rischio valanghe.
Questo approccio, unito alla mancanza di esperienza pratica, aumenta il rischio di incidenti.” Vi è anche la tendenza a sottovalutare la formazione tecnica: “Pochi partecipano a corsi di autosoccorso o di gestione dei pericoli in montagna. Al contrario, gli scialpinisti più consapevoli si rivolgono a guide alpine e utilizzano piattaforme o strumenti aggiornati per informarsi.
Questo divario tra “preparati” e “improvvisati” rappresenta una sfida cruciale per garantire che il crescente interesse per lo scialpinismo non si traduca in un aumento di situazioni pericolose o incidenti gravi. Per colmare questa lacuna, sarebbe utile investire in campagne di sensibilizzazione mirate e su percorsi formativi che promuovano un approccio consapevole alla montagna.”
Arianna Pinton