Leap Factory: Eco Hotel e rifugi sostenibili per immergersi nella natura
Leap Factory ha sviluppato negli ultimi anni degli edifici a impatto zero capaci di unire comfort, sicurezza e rispetto dell’ambiente
Il settore edilizio non può più tirarsi indietro nella sfida di proteggere la biodiversità e la natura dagli effetti del cambiamento climatico. Non un compito semplice, ma c’è chi ha compiuto un passo rivoluzionario cercando un modello alternativo all’edilizia tradizionale per ridurre al minimo l’impatto dell’uomo sull’ambiente. Stefano Testa e Luca Gentilcore, fondatori di Leap Factory, nel 2012 hanno deciso di realizzare qualcosa di concreto e visionario: abitazioni a impatto zero.
Gli inizi
Tutto è iniziato con la richiesta ambiziosa del CAI di Torino di rivoluzionare il bivacco Gervasutti, un edificio situato a 2835 metri sul ghiacciaio del Freboudze. La struttura offre una vista spettacolare agli alpinisti trovandosi sotto la parete Est delle Grandes Jorasses nel massiccio del Monte Bianco.

La Capanna Gervasutti
Nel 2011, la “Capanna Gervasutti” è stata oggetto di una trasformazione radicale, riuscendo a sintetizzare tre concetti fondamentali per Leap: comfort, sicurezza e sostenibilità. Il risultato ha superato ogni aspettativa, diventando la punta di diamante dell’azienda grazie a un progetto innovativo, concreto e affidabile concepito per funzionare in totale autonomia, grazie a sistemi di produzione di energia pulita. Questo traguardo è stato raggiunto con l’impiego di materiali di alto livello e tecnologie di ultima generazione, capaci di affrontare le sollecitazioni dell’alta quota e, al contempo, di ridurre al minimo tempi e costi di installazione.
In cima ai 4000 metri
Da quel momento l’azienda ha intrapreso una scalata che l’ha portata fino a 4000 metri di altitudine. Sulla vetta del monte Elbrus, al centro della catena settentrionale del Caucaso, si trova infatti un eco-hotel progettato per ridefinire il concetto di ospitalità. L’intera regione, caratterizzata da una storia antica e da paesaggi naturali straordinari, possiede un enorme potenziale turistico. Per questo motivo è stata realizzata una stazione ricettiva suddivisa in quattro edifici prefabbricati. I moduli, elitrasportati e assemblati in tempi rapidi da un team di tecnici specializzati, hanno dato vita a un albergo con 49 posti letto. Una struttura dotata di involucri che riducono drasticamente il fabbisogno energetico e di un sistema di monitoraggio e controllo remoto per gestire, tra le varie cose, un impianto ibrido autonomo per la produzione di energia e un sistema di fusione della neve per la fornitura di acqua. Questo approccio garantisce prestazioni ottimali sia in termini di efficienza che di comfort, ma ciò che conta maggiormente è l’autosufficienza della struttura, considerata un modello davvero all’avanguardia.
Comprensorio sciistico di Plan Checrouit
Successivamente Leap Factory si è spinta sulle nevi del comprensorio sciistico di Plan Checrouit, di fronte al Monte Bianco. Qui l’azienda ha avuto l’opportunità di realizzare la sede della Scuola Sci e Snowboard Courmayeur in occasione del periodo invernale. Un aspetto notevole di questo progetto è che l’installazione della struttura ha richiesto solo una settimana di lavoro. Ma ciò che l’ha reso unica, oltre al design ricercato, è il fatto che si poggia su fondazioni non invasive che permettono di smontarla una volta terminata la stagione.
Riccardo Lo Re