Le pioniere dell’alpinismo: il ruolo cruciale delle donne scalatrici
Linda Cottino, autrice del libro “Una parete tutta per sé”, ci guida in un viaggio attraverso la storia delle alpiniste del XIX e il XX secolo

Linda Cottino, giornalista e scrittrice torinese, presidente dell’Associazione Valsusa Filmfest e membro della giuria del Premio Itas per la letteratura di montagna, ha recentemente pubblicato Una parete tutta per sé dedicato alle donne alpiniste di fine Ottocento, offrendo una nuova prospettiva sulla storia dell’alpinismo spesso trascurata. “Il titolo richiama il saggio di Virginia Woolf Una stanza tutta per sé, pubblicato nel 1929, anno significativo per l’alpinismo femminile, quando una cordata di sole donne ha salito il Monte Bianco. Mi ha colpito la coincidenza temporale: mentre Woolf rivendicava uno spazio per le donne nella letteratura, le alpiniste necessitavano di una ‘parete tutta per sé’ per affermarsi in un ambiente dominato da uomini. Questo libro è un tentativo di dare voce e visibilità a queste pioniere, il cui contributo è stato spesso messo in ombra.” Cottino, laureata in storia, coniuga il mestiere con la passione per la montagna: ha diretto il mensile ALP, ha scritto Qui Elja mi sentite? sulla spedizione di alpiniste sovietiche al Pik Lenin, e Nina devi tornare al Viso, romanzo-documento sulla prima donna che salì il Monviso.

Una parete tutta per sé
Torniamo a Una parete tutta per sé. “L’argomento mi è stato proposto dall’editore di Udine Bottega Errante Editore: voleva che raccontassi le pioniere alpiniste, in modo narrativo. Alle spalle ci sono anni di ricerca rigorosa, le donne sono tutte inglesi tranne una francese che scalò con un’inglese con cui visse, quindi anche il tema della relazione omosessuale. Tutti documenti in inglese, francese, tedesco che ho legato tra loro.” Spicca il tema dei pregiudizi. “Oggi, anche se il linguaggio è cambiato, la mentalità patriarcale rimane spesso la stessa. Sottovalutare il contributo delle donne all’alpinismo è una forma di ignoranza che il mio libro cerca di combattere. Le storie di queste donne dimostrano che hanno affrontato e superato le sfide con coraggio e determinazione.” Nel 1857 fu fondato il Ladies’ Alpine Club, che si riuniva nello stesso hotel delle Suffragette. “All’Hotel Marylebone si ritrovavano entrambe le associazioni, perché le donne iniziavano a costruire spazi di confronto e solidarietà, sia nell’alpinismo sia in quello politico e sociale. Entrambe le lotte erano incentrate sulla ricerca di pari diritti e opportunità.” Emblematica la storia delle sorelle Pigeon: “La loro traversata del Colle Sesia è considerata un’impresa impossibile per l’epoca. La loro storia non solo è un esempio di coraggio, ma mette in luce il clima di scetticismo e opposizione che le alpiniste dovevano affrontare. Questo evento ha dato il via a un’inchiesta, dimostrando quanto fosse difficile per le donne essere riconosciute nel loro valore.

Una storia di donne pioniere dell’alpinismo
È un racconto di perseveranza che merita di essere ricordato.” Non da ultimo, i dettagli sull’abbigliamento: “Era vietato a una donna di fine Ottocento indossare i pantaloni, per cui usavano diversi stratagemmi. Alcune toglievano la gonna fuori dal centro abitato e la nascondevano sotto a una pietra, per proseguire in calzoni. Altre restavano in abiti femminili, per dimostrare che freddo e ghiaccio potevano essere sopportati anche dalle donne, considerate invece deboli e inadatte alla montagna”.
Come si evolve l’alpinismo femminile
L’alpinismo sta evolvendo: oggi le prestazioni delle alpiniste si stanno avvicinando sempre di più a quelle degli uomini, ma il discorso sulla parità va ben oltre il mondo della montagna. “È una questione che coinvolge l’intera società. La montagna, purtroppo, non è il mondo ideale che molti immaginano. Ci sono ancora molte sfide da affrontare, e il mio libro vuole essere un passo verso una maggiore consapevolezza e riconoscimento del contributo delle donne nell’alpinismo.”
Arianna Pinton