C’era un tempo in cui uomini e donne si spingevano oltre i confini conosciuti, affrontando sfide mai immaginate. Gli esploratori del XX secolo non solo hanno scritto pagine straordinarie della storia, ma hanno anche aperto nuove frontiere della conoscenza, tracciando il cammino verso un futuro di scoperte e consapevolezza. In questo scenario di audacia e determinazione, le scalate delle vette più alte del mondo, come l’Everest, hanno rappresentato il culmine del coraggio umano.

Rolex Oyster Perpetual
Ed è proprio al fianco di questi pionieri che Rolex ha trovato il suo posto naturale, condividendone lo spirito, testando i propri limiti e approfittando delle spedizioni per sviluppare orologi capaci di affrontare le condizioni più estreme. Il 29 maggio 1953 segna una data storica: il neozelandese Sir Edmund Hillary e lo sherpa Tenzing Norgay, membri di una spedizione guidata dal colonnello Sir John Hunt, raggiunsero per primi la vetta dell’Everest, la montagna più alta del mondo. Al loro polso, un Rolex Oyster Perpetual. Questo orologio, simbolo di precisione, robustezza e affidabilità, accompagnò i due esploratori tra venti gelidi, temperature sotto lo zero e l’atmosfera rarefatta della vetta, dimostrando la sua capacità di resistere a condizioni climatiche estreme. L’impresa non solo segnò una svolta nella storia dell’esplorazione, ma consolidò la reputazione di Rolex come marchio d’avanguardia.

Rolex Explorer
L’esperienza di Hillary e Norgay contribuì direttamente alla nascita del Rolex Explorer, un modello lanciato proprio nel 1953. Progettato per resistere alle condizioni più ostili. L’Explorer divenne un’icona, con un design amabile, resistente e funzionale che lo consacrò come compagno ideale di alpinisti ed esploratori. La sua cassa Oyster, impermeabile fino a cento metri, proteggeva il movimento interno da acqua, polvere e urti, mentre il quadrante nero con numeri luminescenti Chromalight garantiva leggibilità in condizioni di scarsa illuminazione. Il calibro meccanico a carica automatica lo rese uno strumento affidabile anche nelle situazioni più critiche. La nuova generazione dell’Explorer esibisce elementi in oro giallo 18 ct e celebra il retaggio degli esploratori del XX secolo.

Rolex Oyster Perpetual
Le imprese straordinarie di Rolex non si fermano all’Everest. Nel 1947, l’alpinista svizzera Annelies Lohner condusse una spedizione che raggiunse diverse vette superiori ai 6mila metri nell’Himalaya, sfidando le convenzioni sociali dell’epoca. Equipaggiata con un Rolex Oyster Perpetual, Lohner dimostrò che il coraggio e la determinazione non conoscono genere. Negli anni successivi, altre figure straordinarie hanno scritto nuove pagine di esplorazione. Il norvegese Rune Gjeldnes completò il primo attraversamento con gli sci delle tre grandi distese di ghiaccio (Groenlandia, Mar Glaciale Artico e Antartide) senza assistenza. In queste condizioni ostili, il suo Rolex Explorer II divenne un compagno indispensabile, scandendo il tempo in ambienti dove giorno e notte si fondono in un unico orizzonte. Parallelamente, l’alpinista statunitense Ed Viesturs completò la scalata di tutte le quattordici vette superiori agli 8mila metri senza ossigeno supplementare, accompagnato dal suo Explorer.
Rolex Explorer II
Il Rolex Explorer II, evoluzione del modello originale, è pensato per esploratori che operano in condizioni ancora più impegnative. La sua cassa Oyster, impermeabile fino a cento metri, racchiude il calibro 3285, un movimento meccanico a carica automatica che garantisce precisione, robustezza e un’autonomia fino a settanta ore. La funzione aggiuntiva della lancetta 24 ore e la lunetta graduata permettono di distinguere l’ora del giorno da quella della notte, una caratteristica cruciale per chi lavora in grotte, regioni polari o spazi privi di luce naturale. Inoltre, il materiale Chromalight assicura una leggibilità eccezionale anche al buio. Le parti non meccaniche dell’Explorer II di nuova generazione sono state interamente rivisitate.

Perpetual Planet
Rolex ha sempre considerato il mondo come un laboratorio a cielo aperto. Fin dagli anni ’30, il marchio ha collaborato con esploratori per testare i propri orologi nelle condizioni più avverse. Questa filosofia non si è limitata al perfezionamento tecnico dei segnatempo, ma si è evoluta in un impegno globale per la tutela dell’ambiente. Nel 2019, Rolex ha lanciato, infatti, l’iniziativa Perpetual Planet, un progetto dedicato a sostenere organizzazioni e individui impegnati nella salvaguardia degli ecosistemi. Una delle collaborazioni più significative è quella con la National Geographic Society, con l’obiettivo di proteggere oceani, foreste tropicali e catene montuose. L’impegno di Rolex per la sostenibilità riflette una nuova era dell’esplorazione, in cui la scoperta va di pari passo con la responsabilità ambientale. Questo approccio è stato dimostrato anche in situazioni estreme: nel 1960, il Rolex Deep Sea Special accompagnò Jacques Piccard e Don Walsh nella loro discesa record nella Fossa delle Marianne, a 10.916 metri di profondità. Analogamente, le esplorazioni polari di Sunniva Sorby e Hilde Fålun Strøm, le prime donne a trascorrere un intero inverno artico in totale autonomia, hanno messo alla prova i Rolex in condizioni di gelo estremo. Da un lato, questi esperimenti hanno permesso di testare i limiti della tecnologia orologiera; dall’altro, hanno fornito a Rolex spunti per innovare ulteriormente i propri prodotti.


Rolex Awards for Enterprise
Per oltre quarantacinque anni, la casa svizzera ha sostenuto questi visionari attraverso i Rolex Awards for Enterprise, un programma che finanzia progetti innovativi in ambiti come scienza, tutela ambientale e miglioramento delle condizioni di vita. Tra i beneficiari figurano esploratori, scienziati e ambientalisti che stanno cambiando il mondo, dimostrando che la passione per l’innovazione e la scoperta non ha confini. Dalle vette dell’Himalaya alle profondità oceaniche, dai deserti infuocati ai ghiacci polari, Rolex ha accompagnato esploratori in ogni angolo del pianeta. Il marchio è diventato sinonimo di resistenza, innovazione e spirito d’avventura, dimostrando che la vera esplorazione non riguarda solo la conquista di nuove frontiere, ma anche la capacità di adattarsi, innovare e proteggere il mondo che ci circonda.
Davide Mosca